Ha lasciato un messaggio significativo e di grande valore, che va oltre le barriere del tempo: quello di usare il cervello, e di “coltivarlo” ed “ossigenarlo”, sempre. Ed infatti Rita Levi Montalcini disse appunto che “quando muore il corpo, sopravvive quello che hai fatto, il messaggio che hai dato”. Ed il suo messaggio, ne siamo certi, sopravviverà alla sua scomparsa, avvenuta il 30 Dicembre 2012, alla straordinaria età di 103 anni.

Una delle più grandi scienziate italiane del XX secolo, Premio Nobel per la Medicina nel 1986 (per la scoperta ed identificazione dell’NGF- fattore di accrescimento della fibra nervosa), senatrice a vita “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale”, Rita Levi Montalcini è stata la prima donna ad essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze.

Attiva anche in campo sociale, la neurologa dà vita, assieme alla gemella Paola, alla Fondazione Levi Montalcini, Fondazione in memoria del padre dedicata alla formazione ed educazione dei giovani, ed al conferimento di borse di studio universitarie alle giovani studentesse africane.

Di grande coraggio e forza di volontà, Rita Levi Montalcini ha sempre sottolineato l’importanza di credere nei valori e di combattere nel loro nome, nonché l’importanza di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà della vita. Un pensiero alimentato dall’attenzione nei confronti del mondo circostante e dalla comprensione del prossimo. Ed un pensiero di assoluto insegnamento per le generazioni successive.

La seguente raccolta di frasi e aforismi di Rita Levi Montalcini è incentrata sulle sue più significative riflessioni:

Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.
(Rita Levi Montalcini)

La differenza tra uomo e donna è epigenetica, ambientale. Il capitale cerebrale è lo stesso: in un caso è stato storicamente represso, nell’altro incoraggiato. Così pure tra popoli. È sempre un dato culturale.
(Rita Levi Montalcini)

Nella ricerca scientifica né il grado di intelligenza né la capacità di eseguire e portare a termine il compito intrapreso sono fattori essenziali per la riuscita e per la soddisfazione personale. Nell’uno e nell’altro contano maggiormente la totale dedizione e il chiudere gli occhi davanti alle difficoltà.
(Rita Levi Montalcini)

Non è passato un secolo dai miei tempi, ma molti secoli. La tecnologia di oggi era impensabile cinquanta-sessant’anni fa. Ma la tecnica da sola non basta, serve una visione più ampia.
(Rita Levi Montalcini)

Per la componente femminile del genere umano è giunto il tempo di assumere un ruolo determinante nella gestione del pianeta. La rotta imboccata dal genere umano sembra averci portato in un vicolo cieco di autodistruzione. Le donne possono dare un forte contributo in questo momento critico.
(Rita Levi Montalcini)

I processi evolutivi che nei discendenti di «Lucy», una nostra antenata vissuta tre milioni e mezzo di anni fa, hanno trasformato quell’ominide di sesso femminile, alto un metro e cinque centimetri e dal teschio non più grande di una noce di cocco, nell’Homo Sapiens, non si sono attuati in base a un piano prestabilito, ma a mutazioni casuali.
(Rita Levi Montalcini)

Nel momento in cui smetti di lavorare sei morto.
(Rita Levi Montalcini)

Ho ottimi rapporti con le giovani che lavorano con me, perché sentono che posso aggiungere qualcosa che manca alla loro formazione: l’intuito.
(Rita Levi Montalcini)

I giovani oggi hanno grandi capacità, ma dal punto di vista culturale sono piuttosto bassi.
(Rita Levi Montalcini)

Qualunque decisione tu abbia preso per il tuo futuro, sei autorizzato, e direi incoraggiato, a sottoporla ad un continuo esame, pronto a cambiarla, se non risponde più ai tuoi desideri.
(Rita Levi Montalcini)

La scelta di un giovane dipende dalla sua inclinazione, ma anche dalla fortuna di incontrare un grande maestro.
(Rita Levi Montalcini)

La stretta di mano è per l’amicizia l’ultima lettera dell’alfabeto, per l’amore è la prima.
(Rita Levi Montalcini)

Ai giovani auguro la stessa fortuna che mi ha condotto a disinteressarmi della mia persona, ma di avere sempre una grande attenzione nei confronti di tutto ciò che mi circonda, a tutto quanto il mondo della scienza, senza trascurare i valori della società.
(Rita Levi Montalcini)

Geneticamente uomo e donna sono identici. Non lo sono dal punto di vista epigenetico, di formazione cioè, perché lo sviluppo della donna è stato volontariamente bloccato.
(Rita Levi Montalcini)

Ora che il NGF è entrato nella maggiore età e la fase più avventurosa e pittoresca della sua vita è trascorsa, la sua biografa, che ha avuto il privilegio di portarlo alla conoscenza della comunità scientifica, lo affida alle giovani leve.
(Rita Levi Montalcini)

C’è una difficoltà nel rendersi conto che il nostro comportamento è molto complesso, che il cervello è fatto di tante componenti. E c’è una difficoltà nel vedere in ogni catastrofe la possibilità di un rovesciamento. Forse io sono una innata ottimista ma penso che ci sia sempre qualcosa che ci salva.
(Rita Levi Montalcini)

Contemplandola a debita distanza, partecipai all’emozione che milioni di profughi, fuggiti a persecuzioni antiche e recenti, hanno provato all’approdo nel porto di New York.
(Rita Levi Montalcini)

Amare il proprio lavoro è la cosa che si avvicina più concretamente alla felicità sulla terra.
(Rita Levi Montalcini)

Ognuno può essere della religione che vuole: cristiana, musulmana… io sono della religione laica.
(Rita Levi Montalcini)

La ricerca intesa come strumento di conoscenza e non come oggetto di competizione e strumento di potere.
(Rita Levi Montalcini)

In questo lungo periodo gli incontri «veri» sono stati del tutto casuali e imprevedibili, e come tali sono impressi nella mia memoria non avendo mai avuto l’abitudine, né me ne pento, di scrivere appunti e di redigere un diario. Se infatti la memoria non ha registrato in modo indelebile un evento, è inutile e superfluo tentare di farlo rivivere attraverso la documentazione scritta.
(Rita Levi Montalcini)

L’affermazione di Ruskin che le donne sono migliori degli uomini è un fatuo complimento che deve provocare in loro un amaro sorriso, giacché non si dà altra situazione nella società nella quale si accetti che il migliore debba essere soggetto al peggiore.
(Rita Levi Montalcini)

È venuta a cadere – come prospetta il noto neurobiologo Gunther Stent – l’ipotesi che la creatività che si manifesta in campo scientifico, e consiste nella facoltà di scoprire nuovi fenomeni e leggi di natura universale, differisca da quella espressa nelle opere d’arte.
(Rita Levi Montalcini)

Non è l’assenza di difetti che conta, ma la passione, la generosità, la comprensione e simpatia del prossimo, e l’accettazione di noi stessi con i nostri errori, le nostre debolezze, le nostre tare e virtù, così simili a quelle dei nostri ascendenti e discendenti.
(Rita Levi Montalcini)

Posso dire che l’unico ideale per cui ho lavorato è stato quello di aiutare gli altri e forse per questo la ricerca mi ha dato molto di più di quanto potessi sperare.
(Rita Levi Montalcini)

La mia intelligenza? Più che mediocre. I miei unici meriti sono stati impegno e ottimismo. […] L’assenza di complessi psicologici, la tenacia nel seguire la strada che ritenevo giusta, l’abitudine a sottovalutare gli ostacoli – un tratto che ho ereditato da mio padre – mi hanno aiutato enormemente ad affrontare le difficoltà della vita. Ai miei genitori devo anche la tendenza a guardare gli altri con simpatia e senza diffidenza.
(Rita Levi Montalcini)

Contrariamente all’opinione corrente, il cervello non va fatalmente incontro con gli anni a un processo irreversibile di deterioramento. Sia Tiziano che Michelangelo e molti altri artisti di straordinarie capacità creative – Picasso tra questi – continuarono a realizzare opere di eccezionale valore sino a tarda età.
(Rita Levi Montalcini)

Il cervello: se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce. La sua plasticità è formidabile. Per questo bisogna continuare a pensare.
(Rita Levi Montalcini)

Il percorso del Nerve Growth Factor nei primi tre decenni offre un modello esemplare dell’alternarsi di momenti rivoluzionari e di altri, molto più estesi in termini temporali, di scienza normale.(Rita Levi Montalcini)

Ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore non soltanto delle persone bisognose, ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza.
(Rita Levi Montalcini)

L’intera storia del NGF è paragonabile alla scoperta di un continente sommerso rivelato dalla sua sommità emergente.
(Rita Levi Montalcini)

Tutte e due, fin dall’adolescenza, abbiamo scartato l’idea di farci una famiglia, considerando questo impegno difficilmente compatibile con la dedizione a tempo pieno alle attività da noi scelte. Né io né lei lo abbiamo mai rammaricato.
(Rita Levi Montalcini)

Per coscienza si intende lo stato di consapevolezza della nostra esistenza come entità individuale, che implica il riconoscimento delle proprie azioni e del susseguirsi temporale e sequenziale, del fatto cioè che esse hanno avuto luogo in passato, avvengono nel presente e si possono prevedere in un futuro prossimo o lontano.
(Rita Levi Montalcini)

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita.
(Rita Levi Montalcini)

A rovinare l’uomo è il servilismo, il conformismo, l’ossequio, non l’aggressività che è nell’ambiente più che dentro di noi.
(Rita Levi Montalcini)

Sono stata, in tutto, una donna fortunata. Non ho rimpianti. (Al brindisi dei suoi 100 anni)
(Rita Levi Montalcini)

Il NGF avrebbe aperto di fronte a noi panorami e orizzonti sempre più vasti nella ricerca della sua collocazione all’interno della scacchiera delle neuroscienze.
(Rita Levi Montalcini)

Bisogna dire ai giovani quanto sono fortunati a nascere in questo splendido Paese che è l’Italia.
(Rita Levi Montalcini)

La perplessità sui possibili sviluppi delle mie ricerche che aveva spinto a consultare Salva, ed era stata causa di tante notti insonni, non durò tuttavia a lungo. Da un giorno all’altro, e in modo del tutto imprevedibile, ritrovai la fiducia e l’entusiasmo che temevo di aver definitivamente perduti.
(Rita Levi Montalcini)

I vestiti sono un lato debole della mia personalità. Non ho mai tentato di camuffare gli anni: le rughe ci sono e non le nascondo. Ma mi è rimasta questa piccola forma di vanità. Ne soffro, a volte.
(Rita Levi Montalcini)

Nel secolo scorso e nei primi decenni del Novecento, nelle società più progredite […] due cromosomi X rappresentavano una barriera insormontabile per entrare alle scuole superiori e poter realizzare i propri talenti.
(Rita Levi Montalcini)

Sebbene negli anni successivi avrei assaporato la gioia di scoperte molto più importanti, la rivelazione di quel giorno lasciò una traccia incancellabile nella mia memoria e segnò non soltanto la fine di un lungo periodo di perplessità sul significato delle ricerche che perseguivo da tanti anni, ma sigillò un patto di alleanza a vita tra me e il sistema nervoso. Non l’avrei rotto, né me ne sarei pentita.
(Rita Levi Montalcini)

C’è solo una categoria che possa stabilire i limiti alla scienza: gli scienziati. Che non sono affatto delle persone irresponsabili.
(Rita Levi Montalcini)

La creatività del cervello dell’Homo Sapiens si esprime elaborando congegni meccanici semplici e perfetti, così rispondenti allo scopo da non richiedere modifiche, o congegni più rozzi e imperfetti che, per la loro stessa imperfezione, si prestano a essere ristrutturati.
(Rita Levi Montalcini)

Le Donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di “mostrare” nulla, se non la loro intelligenza.
(Rita Levi Montalcini)

Rare sono le persone che usano la mente, poche coloro che usano il cuore e uniche coloro che usano entrambi.
(Rita Levi Montalcini)

La scienza intimorisce solo chi non la conosce. Colpa anche delle distorsioni dei mass media. Ma in realtà la scienza è l’unica cosa che distingue l’homo sapiens dal resto delle creature viventi. Va coltivata, non certo bloccata.
(Rita Levi Montalcini)

Il principio che può aver ispirato l’approvazione della legge che permette a single e omosessuali l’inseminazione artificiale mi sembra buono, direi eccellente. Se il parlamento danese ha votato in tal senso, io ho troppa stima e considerazione di quel Paese per sollevare dubbi nel bene o nel male.
(Rita Levi Montalcini)

Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla se non la loro intelligenza.
(Rita Levi Montalcini)

Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.
(Rita Levi Montalcini)

Il cervello arcaico ha salvato l’australopiteco ma porterà l’homo sapiens all’estinzione. La scienza ha messo in mano all’uomo potenti armi di distruzione. La fine è già alla portata.
(Rita Levi Montalcini)

Spetta a ogni individuo il compito di costruire la propria scala di valori e cercare di attenersi a quella, non al fine di ottenere un compenso in terra o in cielo, ma con l’obiettivo di godere ora per ora, giorno per giorno, della straordinaria esperienza di vivere.
(Rita Levi Montalcini)

Non le fibre nervose, ma le idee germogliavano nel mio cervello, e in modo così tumultuoso da non lasciarmi il tempo di seguire altri pensieri.
(Rita Levi Montalcini)

Il corpo può morire. Ma restano i messaggi che abbiamo mandato in vita. Perciò il mio messaggio è questo: credete nei valori.
(Rita Levi Montalcini)

Il messaggio che invio, e credo anche più importante di quello scientifico, è di affrontare la vita con totale disinteresse alla propria persona, e con la massima attenzione verso il mondo che ci circonda, sia quello inanimato che quello dei viventi. Questo, ritengo, è stato il mio unico merito.
(Rita Levi Montalcini)

Sono atea. Non so cosa si intenda per credere in Dio.
(Rita Levi Montalcini)

La donna è stata bloccata per secoli. Quando ha accesso alla cultura è come un’affamata. E il cibo è molto più utile a chi è affamato rispetto a chi è già saturo.
(Rita Levi Montalcini)

Quello che molti ignorano è che il nostro cervello è fatto di due cervelli. Un cervello arcaico, limbico, localizzato nell’ippocampo, che non si è praticamente evoluto da tre milioni di anni a oggi, e non differisce molto tra l’homo sapiens e i mammiferi inferiori. Un cervello piccolo, ma che possiede una forza straordinaria. Controlla tutte quelle che sono le emozioni. Ha salvato l’australopiteco quando è sceso dagli alberi, permettendogli di fare fronte alla ferocia dell’ambiente e degli aggressori. L’altro cervello è quello cognitivo, molto più giovane. È nato con il linguaggio e in 150mila anni ha vissuto uno sviluppo straordinario, specialmente grazie alla cultura.
(Rita Levi Montalcini)

Tutti dicono che il cervello sia l’organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire. Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore, ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi. Nei ragionamenti del cervello c’è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni.
(Rita Levi Montalcini)

Più affascinante della foresta vergine amazzonica: il sistema nervoso centrale.
(Rita Levi Montalcini)

Per me quello che conta, in una persona, non è che sia ebrea o cattolica, ma che sia degna di rispetto. E sono convinta che non esistano le razze, ma i razzisti.
(Rita Levi Montalcini)

Le leggi razziali del 1938 si sono rivelate la mia fortuna, perché mi hanno obbligata a costruirmi un laboratorio in camera da letto, dove ho cominciato le ricerche che mi hanno in seguito portato alla scoperta dell’NGF (Nerve Growth Factor).
(Rita Levi Montalcini)

Nell’atmosfera pervasa di allegria e ottimismo della prima metà degli anni Sessanta, nell’aria tersa e luminosa di Roma, ogni nuovo risultato suscitava grandi speranze, e il problema di decifrare il meccanismo d’azione del NGF si prospettava di vicina soluzione.
(Rita Levi Montalcini)

Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società.
(Rita Levi Montalcini)

Il corpo non importa, ciò che conta è la mente.
(Rita Levi Montalcini)

Lo scopo ultimo di quanto si produce non è il premio, ma il piacere di utilizzare al meglio le capacità cognitive delle quali è dotato l’Homo Sapiens.
(Rita Levi Montalcini)

Rifiutate di accedere a una carriera solo perché vi assicura una pensione. La migliore pensione è il possesso di un cervello in piena attività che vi permetta di continuare a pensare ‘usque ad finem’, ‘fino alla fine’.
(Rita Levi Montalcini)

Il male assoluto del nostro tempo è di non credere nei valori. Non ha importanza che siano religiosi oppure laici. I giovani devono credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo nei valori, perché questi rimangono anche dopo la nostra morte.
(Rita Levi Montalcini)

Nel passato la cultura era accessibile solo a una ristretta élite e alle donne ebree, perché tra gli ebrei la cultura era così amata che superava la differenza di sesso.
(Rita Levi Montalcini)

Il progressivo aumento del volume del cervello, e quello più spettacolare delle sue capacità intellettuali, sono il risultato di un processo disarmonico, che ha creato infiniti complessi psichici e aberrazioni comportamentali, risparmiati ai nostri compagni di viaggio, dai primati antropomorfi a quelli, infinitamente più numerosi, che ci hanno preceduto di centinaia di milioni di anni e che probabilmente ci sopravviveranno: gli insetti.
(Rita Levi Montalcini)

Il futuro del pianeta dipende dalla possibilità di dare a tutte le donne l’accesso all’istruzione e alla leadership. È alle donne, infatti, che spetta il compito più arduo, ma più costruttivo, di inventare e gestire la pace.
(Rita Levi Montalcini)

Il problema più delicato al mio rientro in Italia fu adattarmi al clima di ossequio tributato dagli inservienti e dai giovani laureati a me come ad altri anziani. Abituata da tanti anni al cordiale «Hi Doc» dei tecnici e degli studenti americani, m’imbarazzava il cerimoniale che, all’inizio degli anni Sessanta, regolava ancora i rapporti tra subalterni e superiori.
(Rita Levi Montalcini)

I giovani di oggi si illudono di essere pensanti. Il linguaggio e la comunicazione danno loro l’illusione di stare ragionando. Ma il cervello arcaico, maligno, è anche molto astuto e maschera la propria azione dietro il linguaggio, mimando quella del cervello cognitivo. Bisognerebbe spiegarglielo.
(Rita Levi Montalcini)

La saga del Nerve Growth Factor (NGF) offre un esempio tipico di come la scoperta scientifica si differenzia dall’opera d’arte, non soltanto nell’origine, ma anche nelle tappe successive che hanno aperto all’osservatore nuovi orizzonti. Si tratta di un processo creativo in continua evoluzione.
(Rita Levi Montalcini)

La serenità è la vera forza della vita.
(Rita Levi Montalcini)

Quando muore il corpo sopravvive quello che hai fatto, il messaggio che hai dato.
(Rita Levi Montalcini)

Non temete i momenti difficili, il meglio viene da lì.
(Rita Levi Montalcini)

La saga del NGF prospettata con la dovuta umiltà come paradigmatica del decorso a tappe successive delle ricerche scientifiche ha seguito un percorso tortuoso non programmato e imperfetto. Come tale avvalora il concetto che l’imperfezione e non la perfezione sono alla base dell’operato umano.
(Rita Levi Montalcini)

Mi mancava il distacco che permette al medico di far fronte alle sofferenze del malato, senza un coinvolgimento emotivo dannoso a entrambe le parti.
(Rita Levi Montalcini)

Nel manifesto degli scienziati razzisti, che si diceva vergato o comunque ideato da Mussolini, si dichiarava che gli ebrei non appartenevano alla razza italiana.
(Rita Levi Montalcini)

Credo nelle donne, ma non credo nei movimenti femministi.
(Rita Levi Montalcini)

In America si lavora bene e si vive male.
In Italia si vive bene e si lavora male.
(Rita Levi Montalcini)

Se la nostra attività si mantenne a un livello molto superiore a quello consentito dalle condizioni nelle quali lavoravamo, il merito è della dedizione e della capacità di sormontare gli ostacoli che dimostrò il nostro esiguo gruppo.
(Rita Levi Montalcini)

Il cervello non ha rughe: se continua a lavorare sodo, si rinnova continuamente, anche dopo gli 80 anni e, a differenza di altri organi, può perfino migliorare.
(Rita Levi Montalcini)

Malgrado l’età io non vivo nel passato, ma nel futuro!
(Rita Levi Montalcini)

Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona.
(Rita Levi Montalcini)

In Africa ci sono migliaia di donne intelligenti che non hanno la possibilità di usare il cervello. Tutto quello per cui mi impegno in Africa è l’istruzione.
(Rita Levi Montalcini)

Se non riesci a ricordare dove hai messo le chiavi, non pensare subito all’Alzheimer; inizia invece a preoccuparti se non riesci a ricordare a cosa servono le chiavi.
(Rita Levi Montalcini)

Chi ha la fortuna di possedere la fede si avvale di un sostegno impareggiabile in tutte le fasi del percorso vitale. Se si sostituisce a un Dio antropomorfo, che premia i buoni, l’imperativo inciso nel programma genetico dell’Homo sapiens che il bene ha un premio in sé stesso, e il male ha il suo castigo, il laico e il credente troveranno la risposta.
(Rita Levi Montalcini)

Il fatto di osservare per la prima volta fenomeni naturali, ignorati da chi vive in città, come il risveglio della natura in primavera, mi rallegrava e stimolava nello studio del sistema nervoso in via di sviluppo ed esso mi appariva in una luce diversa da come lo conoscevo attraverso i libri di neuroanatomia.
(Rita Levi Montalcini)

A me nella vita è riuscito tutto facile. Le difficoltà me le sono scrollate di dosso, come acqua sulle ali di un’anatra.
(Rita Levi Montalcini)

A Roma la mansione per me più difficile fu provvedere di persona all’amministrazione dei fondi e a tenere in ordine la corrispondenza. A St. Louis questi compiti erano svolti dall’amministrazione del Dipartimento e da una segretaria.
(Rita Levi Montalcini)

A vent’anni volevo andare in Africa per curare la lebbra. Ci sono andata da vecchia, ma per curare l’analfabetismo, che è molto più grave della lebbra.
(Rita Levi Montalcini)

Purtroppo buona parte del nostro comportamento è ancora guidata dal cervello arcaico. Tutte le grandi tragedie, la Shoah, le guerre, il nazismo, il razzismo – sono dovute alla prevalenza della componente emotiva su quella cognitiva. E il cervello arcaico è così abile da indurci a pensare che tutto questo sia controllato dal nostro pensiero, quando non è così.
(Rita Levi Montalcini)

Le cellule nervose acquistavano ai miei occhi una individualità che non siamo soliti attribuire loro.
(Rita Levi Montalcini)

Da adolescente sognavo di emulare Albert Schweitzer a curare i lebbrosi. Adesso nell’ultima tappa della mia vita ho potuto finalmente aiutare le popolazioni sfruttate per secoli.
(Rita Levi Montalcini)

Il fatto che l’attività svolta in modo così imperfetto sia stata e sia tuttora per me fonte inesauribile di gioia, mi fa ritenere che l’imperfezione nell’eseguire il compito che ci siamo prefissi o ci è stato assegnato, sia più consona alla natura umana così imperfetta che non la perfezione.
(Rita Levi Montalcini)

Non cancellate il futuro di tanti giovani ricercatori che coltivano la speranza di lavorare in Italia.
(Rita Levi Montalcini)

A mio padre come a mia madre debbo la disposizione a considerare con simpatia il prossimo, la mancanza di animosità e una naturale tendenza a interpretare fatti e persone dal lato più favorevole.
(Rita Levi Montalcini)

Quando avevo tre anni decisi che non mi sarei mai sposata.
(Rita Levi Montalcini)