Strade, case, condomini, negozi e servizi pubblici sono gli elementi che caratterizzano più o meno ogni città, grande o piccola che sia, ma quello che più colpisce di questi agglomerai urbani è la quantità di gente che vi abita e vi lavora ogni giorno.
Ci sono città più piccole e vivibili, in genere anche meno inquinate, e altre molto grandi, per non dire enormi: basti pensare alla città più popolosa del mondo, Shangai, che conta quasi 24 milioni di abitanti, o Karachi, in Pakistan, che si aggiudica il secondo posto in questa particolare classifica con 23,5 milioni di abitanti. Per gli uomini è normale abitare in ambienti così ristretti e affollati? La risposta non è semplice, ma bisogna ricordare, ad esempio, che Uruk, la prima città della storia (o almeno, così pare) è sorta tra il 3.500 e il 3.000 a.C. ed era arrivata a ospitare 50.000 abitanti.
Vediamo quindi le frasi e gli aforismi sulle città e sulle metropoli, i più belli per riflettere insieme.

Nulla più desolato che una città fondata da giganti e abitata da pigmei.
(Arturo Graf)

Una città non vale più di un giardino di rose.
(José Santos Chocano)

Le cose che si fanno a Gerusalemme non sono molto diverse da quelle che si fanno a Roma o New York, a Berlino, a Parigi, ovunque. Ancora cento anni e tutte le città si assomiglieranno tra loro, un grigio uniforme.
(Aldo Palazzeschi)

La città è qualcosa di più di una congerie di singoli uomini e di servizi sociali, come strade, edifici, lampioni, linee tranviarie e via dicendo; essa è anche qualcosa di più di una semplice costellazione di istituzioni e di strumenti amministrativi, come tribunali, ospedali, scuole, polizia e funzionari di vario tipo. La città è piuttosto uno stato d’animo, un corpo di costumi e di tradizioni, di atteggiamenti e di sentimenti organizzati entro questi costumi e trasmessi mediante questa tradizione.
(Robert Park)

Ci sono spazi nascosti in una città, vita nascoste e vacuità nascoste, e finestre più buie dove le ombre delle persone passano fugacemente fuori dalla nostra vista.
(Kate Milford)

La Natura Divina ci ha dato la campagna, l’arte umana ha costruito le città.
(Marco Terenzio Varrone)

Vivere in un ambiente è bello quando l’anima è altrove. In città quando si sogna la campagna, in campagna quando si sogna la città. Dappertutto quando si sogna il mare.
(Cesare Pavese)

Una città non si misura dalla sua lunghezza e larghezza, ma dall’ampiezza della sua visione e dall’altezza dei suoi sogni.
(Herb Caen)

Nelle città grandi, tu sei lontano dal bello; perché il bello non ha più luogo nessuno nella vita degli uomini. Sei lontano anche dal vero: perché nelle città grandi ogni cosa è finta, o vana. Di modo che ivi, per dir così, tu non vedi, non odi, non tocchi, non respiri altro che falsità, e questa brutta e spiacevole. Il che agli spiriti delicati si può dire che sia la maggior miseria del mondo.
(Giacomo Leopardi)

Un’era costruisce città. Un’ora le distrugge.
(Lucio Anne Seneca)

Per recuperare l’urbanesimo come il terreno adatto all’associazionismo, alla cultura, alla comunità, la megalopoli deve essere distrutta senza pietà, e sostituita da nuove comunità decentrate, ognuna inserita con cura nell’ecosistema di cui fa parte.
(Murray Bookchin)

Un’assuefazione perfetta alla vita urbana odierna è segno di gravissimo squilibrio. È sano soltanto chi ne soffre.
(Guido Ceronetti)

Oggi ti sei svegliato nello stesso momento in cui si sveglia tutta la città. Quando il concerto umano (il rombo del traffico, il clangore delle serrande, il battere dei passi) sale sempre più forte. Quando la gente va a lavorare, i bambini a scuola, tutto sembra fresco e nuovo, e tutti sembrano partecipi dello stesso ritmo, membri della stessa comunità.
(Michele Serra)

Le città dovrebbero essere costruite in campagna; l’aria lì è più salubre.
(Jean Louis Auguste Commerson)

Per sua natura, la metropoli offre ciò che altrimenti potrebbe essere dato solo dal viaggio; vale a dire, lo strano.
(Jane Jacobs)

Lo schema delle città americane (il reticolo) è la conseguenza dello spirito americano. Una trama molto semplice su cui ricamare liberamente. Qualcosa che assicuri l’essenziale e che lasci aperte tutte le possibilità. (Michele Valori)

Le città al pari delle foreste, hanno antri in cui si nasconde tutto ciò che esse hanno di più cattivo e di più terribile. Solo che, nella città, ciò che si nasconde così è feroce, immondo e misero, cioè brutto; nelle foreste, ciò che si nasconde è feroce, selvaggio e grande, cioè bello.
(Victor Hugo)

Quando si torna a stare in un piccolo centro, dopo la grande città, ci si convince che lì sarà tutto più facile e gestibile, quasi come se la gente si fosse radunata e avesse deciso di “giocare alla vita di paese”. Si arriva a credere che in un posto così non possa morire nessuno.
(Alice Munro)

Prima siamo noi a dare forma agli edifici, poi sono questi a dare forma a noi.
(Sir Winston Churchill)

Togliete le passioni, l’interesse, l’ingiustizia, che tranquillità nelle maggiori città! I bisogni e l’essenziale non vi cagionano neppure un terzo del tumulto.
(Jean de La Bruyère)

Le città sono come le persone. Hanno un nome che le distingue e pregi, difetti e particolarità che conferiscono loro un carattere preciso. Ma c’è sempre qualcosa che sfugge, labile e indefinibile, così da renderle sempre nuove e inaspettate ogni volta che le si rivede.
(Fabrizio Caramagna)

Nel deserto, dice Balzac, vi è tutto, e nulla: Dio, senza gli uomini. Nel deserto di pietre che è la città moderna, vi è il vuoto assoluto, il terrore senza nome: gli uomini, senza Dio.
(Henry Furst)

La città è una stupenda emozione dell’uomo. La città è un’invenzione, anzi: è l’invenzione dell’uomo.
(Renzo Piano)

Se i pessimisti profetizzano un futuro di macerie, i profeti ottimisti sono ancor più raccapriccianti quando annunciano la città futura in cui viltà e tedio dimoreranno in alveari intatti.
(Nicolás Gómez Dávila)

Il marinaio è felice in mezzo al mare perché sa che al di là dell’orizzonte c’è la città.
(Luigi Snozzi)

Non si può capire una città senza utilizzare il suo sistema di trasporto pubblico.
(Erol Ozan)

La montagna è piena di insidie | la città è piena di invidie
(Jovanotti)

Le città attirano in una palude più spesso di quanto non portino nel grande oceano della vita.
(David Herbert Lawrence)

Le grandi città differiscono dalle città e dalle periferie per molti motivi, e uno di essi è che le grandi città sono, per definizione, piene di stranieri.
(Jane Jacobs)

Come rimedio alla vita di società suggerirei la grande città. Ai giorni nostri, è l’unico deserto alla portata dei nostri mezzi.
(Albert Camus)

Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.
(Italo Calvino)

Cambiare la struttura urbanistica di una città significa cambiarne la morale.
(Raffaele La Capria)

In campagna il buio della notte è amichevole e familiare, ma in una città, con il suo tripudio di luci, è innaturale, ostile e minaccioso. E’ come un avvoltoio mostruoso che aleggia, aspettando il suo tempo.
(Somerset Maugham)

Un uomo civile preferirà vivere in una città dove non ci sono personaggi, piuttosto che in una città dove ogni scemo è un personaggio.
(Karl Kraus)

La città consente di vedere senza essere visti e di essere visti senza vedere.
(Serge Daney)

Racconterò la storia delle città che andrò visitando, tanto delle grandi quanto delle piccole. La maggior parte di quelle che un tempo erano grandi, sono ora diventate piccole; e quelle che nel corso della mia vita ho visto crescere e diventare potenti, avevano prima dimensioni molto ridotte.
(Erodoto)

Le cose che si fanno a Gerusalemme non sono molto diverse da quelle che si fanno a Roma o New York, a Berlino, a Parigi, ovunque. Ancora cento anni e tutte le città si assomiglieranno tra loro, un grigio uniforme.
(Aldo Palazzeschi)

Impossibile mantenere in piedi le nostre città senza distruggere tutto il resto.
(Pasquale Cacchio)

Una città è come un animale. Possiede un sistema nervoso, una testa, delle spalle e dei piedi. Ogni città differisce da tutte le altre: non ce ne sono due uguali.
(John Steinbeck)

Per ogni uomo una città consiste soltanto in poche strade, in poche case, in poche persone. Se si eliminano queste poche cose, una città non esiste più, se non come una sofferenza nel ricordo, qualcosa di simile al dolore di una gamba amputata.
(Graham Greene)

È delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.
(Italo Calvino)

Una grande città è quella che ha gli uomini, le donne più grandi, | anche con poche meschine capanne resta la più grande città della terra.
(Walt Whitman)

Si sa com’è nelle piccole città: ti spiano da dietro le tende. La grande città è molto meglio, almeno lì ti accorgi quando ti fissano!
(Bob Frazier)

Le grandi città sono piene d’imprevisti: vi sono delle opportunità incredibili di fortuna e di favore.
(Ferdinando Petruccelli della Gattina)

Dio creò il primo giardino e Caino la prima città.
(Abraham Cowley)

Nessuna città rivela la sua bellezza quando il suo torrente diurno l’attraversa. L’assenza dell’uomo è la condizione ultima della perfezione di tutte le cose.
(Nicolás Gómez Dávila)

Lo sviluppo del capitalismo industriale, contrariamente a una visione naturale troppo diffusa, non provoca il rafforzamento della città ma la sua scomparsa quasi totale in quanto sistema istituzionale e sociale relativamente autonomo, organizzato attorno a obiettivi specifici. Infatti, la costituzione della mercanzia in quanto meccanismo di base del sistema economico, la divisione tecnica e sociale del lavoro, la diversificazione degli interessi economici e sociali su uno spazio più vasto, l’omogeneizzazione del sistema industriale causano il nascere della coincidenza di una forma spaziale, la città, con la sfera del dominio sociale di una classe ben determinata, la borghesia. La diffusione urbana equivale giustamente alla perdita del particolarismo ecologico e culturale della città.
(Manuel Castells)

I sentimentali parlino pure di contatto con la terra e della matura saggezza dei contadini; ma l’unico desiderio di qualsiasi ragazzo di campagna è di trovare lavoro in città, dove può sfuggire alla schiavitù del vento e delle intemperie e alla solitudine delle buie sere invernali, per vivere nell’atmosfera fidata e umana dello stabilimento e del cinematografo. Cameratismo e collaborazione sono elementi essenziali per la felicità dell’uomo, e tali elementi si trovano molto più completamente nell’industria che non nell’agricoltura.
(Bertrand Russell)

Meglio città guasta che perduta.
(Niccolò Machiavelli)

Le città sono qualcosa di più della somma delle loro infrastrutture. Esse trascendono i mattoni e la malta, il cemento e l’acciaio. Sono i vasi in cui viene riversata la conoscenza umana.
(Rick Yancey)

Le innaturali concentrazioni metropolitane non colmano alcun vuoto, anzi lo accentuano. L’uomo che vive in gabbie di cemento, in affollatissime arnie, in asfittiche caserme è un uomo condannato alla solitudine.
(Eugenio Montale)

Le città sono l’abisso della specie umana.
(Jean-Jacques Rousseau)

Calore. Ecco che cosa significano per me le città grosse. Si scende dal treno, si esce dalla stazione e si è presi dalla scalmana. Il calore dell’aria, del traffico, della gente. Il calore del cibo e del sesso. Il calore dei grattacieli. Il calore che esce dalla metropolitana e dalle gallerie. Nelle città grosse ci sono almeno cinque gradi di piú. Il calore si leva dai marciapiedi e cala dal cielo inquinato. Gli autobus sbuffano calore.
(Don DeLillo)

Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.
(Italo Calvino)

Uscire dalla città, a piedi, è faticosissimo. T’investe la lava bollente del brutto, del rumore, strade sopra strade, tremendi ponti di ferro, treni, camion, Tir, corsie con sbarramenti, impraticabili autostrade, un vero teatro di guerra.
(Guido Ceronetti)

Viaggiando ci s’accorge che le differenze si perdono: ogni città va somigliando a tutte le città, i luoghi si scambiano forma ordine distanze, un pulviscolo informe invade i continenti.
(Italo Calvino)

Una città non è come la fa il sindaco, ma come la fanno i cittadini.
(Pino Caruso)

Vengono fuori gli animali più strani, la notte: puttane, sfruttatori, mendicanti, drogati, spacciatori di droga, ladri, scippatori. Un giorno o l’altro verrà un altro diluvio universale e ripulirà le strade una volta per sempre.
(Dal film Taxi Driver)

Le grandi città hanno sempre offerto l’anonimato e la varietà.
(Anonimo)

Qualunque sia la grande città dove il caso mi porta, mi meraviglio che non vi si scatenino tutti i giorni sommosse, massacri, una carneficina inaudita, un disordine da fine del mondo. Come possono coesistere tanti uomini in uno spazio così ridotto, senza distruggersi, senza odiarsi mortalmente?
(Emil Cioran)

Nessuna città dovrebbe essere tanto grande che un uomo una mattina non possa uscirne camminando.
(Cyril Connolly)

La città non crolla perché c’è l’analgesico, il liquida-ansia, lo psicofarmaco, il sonnifero, il sedativo, non crolla perché tenuta su ormai dalla verminaia rodente delle tossicomanie lecite e illecite.
(Guido Ceronetti)

Le strade e i marciapiedi costituiscono i più importanti luoghi pubblici di una città e i suoi organi più vitali. Quando si pensa ad una città, la prima cosa che viene alla mente sono le sue strade: secondo che esse appaiano interessanti o insignificanti, anche la città appare tale.
(Jane Jacobs)

Tutti sanno che una strada urbana frequentata è probabilmente anche una strada sicura, a differenza di una strada urbana deserta. Ma come vanno effettivamente le cose, e che cosa fa sì che una strada urbana sia frequentata oppure evitata? Perché viene evitato il marciapiede di Washington Houses, che dovrebbe costituire un’attrazione, e non i marciapiedi della città vecchia immediatamente adiacente? Che cosa avviene nelle strade che sono animate in certe ore ma ad un certo punto si spopolano improvvisamente?
(Jane Jacobs)

In realtà, una città non è altro che una soluzione ad un problema, che a sua volta crea altri problemi che hanno bisogno di altre soluzioni, e i grattacieli aumentano, le strade si allargano, i ponti si ampliano, e milioni di persone sono coinvolte in una folle corsa per risolvere il problema, creando nuovi problemi.
(Neal Shusterman)

Esistono certi posti così nella città, tanto stupidamente brutti che ci stai quasi sempre da solo.
(Louis-Ferdinand Céline)

Una città non è disegnata, semplicemente si fa da sola. Basta ascoltarla, perchè la città è il riflesso di tante storie.
(Renzo Piano)

La città non è la solitudine perché la città annienta tutto ciò che popola la solitudine. La città è il vuoto.
(Pierre Drieu La Rochelle)

È bella di notte la città. C’è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si conosce, tra quelli che campano di notte. Le persone perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l’assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede di conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. È una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile.
(Erri De Luca)

Di chi è meglio che sia piena la città: di ricchi, che coi loro mezzi aiutano sé e gli altri, o di poveri, che né a sé né agli altri sono di aiuto?
(Poggio Bracciolini)

Le città portano le stigmate del passare del tempo, occasionalmente le promesse delle epoche future.
(Marguerite Yourcenar)

D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
(Italo Calvino)

Una città è una grande comunità dove le persone si sentono sole tutte insieme.
(Herbert V. Prochnow)

A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose l’uno dell’altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s’incrociano per un secondo e poi sfuggono, cercando altri sguardi, non si fermano.
(Italo Calvino)

Vengono fuori gli animali più strani, la notte: puttane, sfruttatori, mendicanti, drogati, spacciatori di droga, ladri, scippatori. Un giorno o l’altro verrà un altro diluvio universale e ripulirà le strade una volta per sempre.
(Robert De Niro)

Immagino la città come una scatola piena di cose che nessun’altra scatola, neanche la più magica, può contenere.
(Fabrizio Caramagna)

Credete che i verdi vadano in bicicletta per tenere pulita la città? Vi sbagliate: vanno in bicicletta per tenere pulita l’auto!
(Gabriella Ruisi)

Anche le città hanno un piano metafisico. Dal centro, che rimane storicamente se stesso, si irradiano le linee di sviluppo, ossia le strade, che potrebbero avanzare all’infinito e invece trovano alla fine il loro limite come aspirazione a tornare al centro.
(Fausto Gianfranceschi)

Ci sono spazi nascosti in una città, vita nascoste e vacuità nascoste, e finestre più buie dove le ombre delle persone passano fugacemente fuori dalla nostra vista.
(Kate Milford)

La città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole.
(Italo Calvino)

La città dove mi piacerebbe vivere è quella in cui vorrei morire.
(Alessandro Morandotti)

La città è la maestra dell’uomo.
(Simonide)

Nessuna città dovrebbe essere tanto grande che un uomo una mattina non possa uscirne camminando.
(Cyril Connolly)

La funzione principale di una città è di trasformare il potere in strutture, l’energia in cultura, elementi morti in simboli viventi di arte, e la riproduzione biologica in creatività sociale.
(Lewis Mumford)

Le città sono sempre state come le persone, esse mostrano le loro diverse personalità al viaggiatore. A seconda della città e del viaggiatore, può scoccare un amore reciproco, o un’antipatia, un’amicizia o inimicizia. Solo attraverso i viaggi possiamo sapere dove c’è qualcosa che ci appartiene oppure no, dove siamo amati e dove siamo rifiutati.
(Roman Payne)

Sradicati dalla natura e imprigionati nelle nostre città crediamo di bastare a noi stessi.
(Pasquale Cacchio)

Nelle città senza Mare… chissà a chi si rivolge la gente per ritrovare il proprio equilibrio… forse alla Luna…
(Banana Yoshimoto)

L’uomo ama talmente l’uomo che, quando fugge la città, è ancora per cercare la folla, cioè per rifare la città in campagna.
(Charles Baudelaire)

Io abito in un sobborgo della città così lontano che il postino mi spedisce le mie lettere.
(Henny Youngman)

L’anonimato della città moderna è tanto insopportabile quanto la familiarità delle odierne relazioni sociali. La vita deve essere come un salotto di gente bene educata, dove tutti si conoscono ma nessuno si abbraccia.
(Nicolás Gómez Dávila)

Città s’addimanda una radunanza d’uomini per vivere insieme felicemente. E grandezza di città si chiama non lo spazio del sito o il giro delle mura ma la fortuna degli abitanti e la potenza loro.
(Giovanni Botero)

Le città fanno gli uomini feroci perché fanno gli uomini corrotti. La montagna, il mare, il bosco, fanno gli uomini selvaggi; essi sviluppano il lato feroce, ma senza distruggere il lato umano.
(Victor Hugo)

Le città sorde, inerti contengono i semi della propria distruzione. Ma le città vivaci, diverse, intense contengono i semi della loro rigenerazione, con l’energia sufficiente a portare i problemi fuori da se stesse.
(Jane Jacobs)

Non sapersi orientare in una città non vuol dir molto. Ma smarrirsi in essa come ci si smarrisce in una foresta, è una cosa tutta da imparare.
(Walter Benjamin)

Jungla di città | dove il Cristo in croce | è rimasto senza voce | c’è l’industria che produce | troppo cancro per la civiltà | e chi fuma già ce l’ha | e lo sa.
(Adriano Celentano)

Esplodeva il nuovo anno: un caos di fango e di neve attraversato da mille carrozze, scintillante di giocattoli e di dolci, brulicante di cupidigia e di disperazione, la grande città nel suo delirio ufficiale, fatto apposta per sconvolgere il cervello anche al più renitente dei solitari.
(Charles Baudelaire)

Nelle città in cui siamo di passaggio non ci preoccupiamo della stima degli altri. Ma se ci dobbiamo abitare per un po’ di tempo allora ci preoccupiamo. Quanto tempo? Un tempo proporzionato alla nostra vana e fragile esistenza.
(Blaise Pascal)

Vivere in montagna senza avere un rapporto con il Creatore e la creazione è impossibile, mentre abitare in città ci fa condurre un’esistenza allo stesso livello dell’asfalto.
(Giovanni Lindo Ferretti)

I sentimentali parlino pure di contatto con la terra e della matura saggezza dei contadini […]; ma l’unico desiderio di qualsiasi ragazzo di campagna è di trovare lavoro in città, dove può sfuggire alla schiavitù del vento e delle intemperie e alla solitudine delle buie sere invernali, per vivere nell’atmosfera fidata e umana dello stabilimento e del cinematografo. Cameratismo e collaborazione sono elementi essenziali per la felicità dell’uomo, e tali elementi si trovano molto più completamente nell’industria che non nell’agricoltura.
(Bertrand Russell)

Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.
(Italo Calvino)