Chi non l’ha ancora visitata, deve senza dubbio mettere in programma un soggiorno in questa terra meravigliosa. I suoi colori, i suoi profumi, i suoi sapori, così unici ed intensi, fanno infatti della Sicilia una delle mete turistiche più gettonate.

Un fascino, quello della maggiore delle isole italiane, arricchito certamente dalle numerose testimonianze archeologiche, “voce” delle antiche origini della Trinacria – il nome arcaico della Sicilia – e dalle meraviglie artistiche che rendono il viaggio assolutamente indimenticabile.

Difficile, ed anche “imbarazzante”, scegliere a cosa dedicarsi quando ci si reca in questa perla del Sud Italia. Non può mancare Palermo, il capoluogo siciliano – che già di per sé stesso meriterebbe una visita a parte – ricco di “tesori” da scoprire, come la Cattedrale ed il Teatro Massimo. E che dire di Catania? Indiscusso emblema dello spirito più allegro della Sicilia, con il suo centro storico, dai colori vividi.

Ed ancora Taormina, una delle più note località turistiche della Sicilia, con il suo mare da sogno e le sue tante attrazioni. E…l’elenco dovrebbe continuare, perché la Sicilia è bella tutta, e tutta andrebbe visitata.

E non è un caso che la sua bellezza abbia ispirato artisti, poeti, scrittori. Leggiamo i loro pensieri nella selezione di frasi ed aforismi, proprio qui di seguito:

Tra siciliani, un vero amico non deve chiedere all’altro una qualche cosa, perché non c’è bisogno, in quanto sarà preceduto dall’offerta dell’amico, che ha intuito la domanda che sarebbe arrivata.
(Andrea Camilleri)

Allora incontro ti verran le belle
Spiagge della Trinacria isola, dove
Pasce il gregge del Sol, pasce l’armento.
(Omero)

Approfittava dell’occasione per ricrearsi una Sicilia sparita, dura e aspra, una riarsa distesa giallo paglia interrotta di tanto in tanto dai dadi bianchi delle casuzze dei contadini.
(Andrea Camilleri)

Una trappola in cui i siciliani cadono volentieri: pretendere di capire la Sicilia prima di capire sé stessi.
(Gesualdo Bufalino)

Tutto ciò che la natura ha di grande,
tutto ciò che ha di piacevole,
tutto ciò che ha di terribile,
si può paragonare all’Etna,
e l’Etna non si può paragonare a nulla.
(Dominique Vivand Denon,)

Una monetina per la Cina / una per il ponte sullo stretto di Messina / sperando che il calore della terra siciliana / possa sciogliere la nebbia fissa in Val Padana.
(Daniele Silvestri)

Vi è una Sicilia babba, cioè mite, fino a sembrare stupida; una Sicilia sperta, cioè furba, dedita alle più utilitarie pratiche della violenza e della frode. Vi è una Sicilia pigra, una frenetica; una che si estenua nell’angoscia della roba, una che recita la vita come un copione di carnevale; una, infine, che si sporge da un crinale di vento in un accesso di abbagliato delirio.
(Gesualdo Bufalino)

I siciliani sono più personaggi che persone.
(Roberto Gervaso)

In tutta la storia della razza umana nessuna terra e nessun popolo hanno sofferto in modo altrettanto terribile per la schiavitù, le conquiste e le oppressioni straniere, e nessuno ha lottato in modo tanto indomabile per la propria emancipazione come la Sicilia e i siciliani. Quasi dal tempo in cui Polifemo passeggiava intorno all’Etna, o in cui Cerere insegnava ai siculi la coltivazione del grano, fino ai giorni nostri, la Sicilia è stata il teatro di invasioni e guerre continue, e di intrepida resistenza. I siciliani sono un miscuglio di quasi tutte le razze del sud e del nord; prima dei sicani aborigeni con fenici, cartaginesi, greci, e schiavi di ogni parte del mondo, importati nell’isola per via di traffici o di guerre; e poi di arabi, normanni, e italiani. I siciliani, durante tutte queste trasformazioni e modificazioni, hanno lottato, e continuano a lottare, per la loro libertà.
(Friedrich Engels)

In Sicilia la parlata indigena dirupa sempre più sottoterra. Morti gli ultimi che la intendiamo, non c’è puntello che tenga: perirà.
(Gesualdo Bufalino)

È facile essere felici in Sicilia, ma è un’operazione che richiede un adattamento biologico oltre che culturale: bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera siciliana.
(Francine Prose)

Senza vedere la Sicilia non si può capire l’Italia. La Sicilia è la chiave di tutto.
(Goethe)

Se la Spagna è, come qualcuno ha detto, più che una nazione un modo di essere, è un modo di essere anche la Sicilia; e il più vicino che si possa immaginare al modo di essere spagnolo.
(Leonardo Sciascia)

Anche nelle zone più sconsolate batte un sole che riempie tutto di sé e trasumana le cose: ciò che altrove sarebbe indifferente, qui è divino perché viene investito in pieno da una luce solidale, chiarificatrice di ogni minima struttura.
(Sebastiano Aglianò)

È incredibile come i siciliani, dal più infimo strato alle cime più alte, siano solidali tra loro e come anche degli scienziati di innegabile valore corrano sui margini del Codice Penale per questo sentimento di solidarietà. Mi sono persuaso che realmente i siciliani fanno parte a sé; c’è più somiglianza tra un calabrese e un piemontese che tra un calabrese e un siciliano.
(Antonio Gramsci)

Di fronte / m’eri, o Sicilia, o nuvola di rosa / sorta dal mare!
(Giovanni Pascoli)

Il clima è temperato, l’aria dolcissima, l’isola fertile, il tempio assai più bello di quanto se ne dica.
(William Shakespeare)

I siciliani gente acuta e sospettosa, nata per le controversie.
(Marco Tullio Cicerone)

Non invidio a Dio il paradiso perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia.
(Federico II di Svevia)

Catania è una città ricca di energia, Palermo ha un fascino che lascia senza fiato. È il capoluogo, ci sarà un motivo. Ma io direi al turista di non perdersi la Sicilia, senza concentrarsi su una sola città.
(Carmen Consoli)

La volontà di sparire è l’essenza esoterica della Sicilia.
(ibidem)

Di puntuale in Sicilia c’è solo il ritardo.
(Ibidem)

Quegli odori di alga seccata al sole e di capperi e di fichi maturi non li ritroverà mai da nessuna parte; quelle coste arse e profumate, quei marosi ribollenti, quei gelsomini che si sfaldano al sole.
(Dacia Maraini)

I siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti; la loro vanità è più forte della loro miseria.
(Giuseppe Tomasi Di Lampedusa)

Vi è una drammaticità in quest’isola che non ha uguale in alcun luogo del mondo. Il nostro spirito spazia liberamente da Pitagora a Colombo, pervaso dal senso di una realtà grandiosa. Qui approda Platone. Qui combatte il cartaginese. Qui il bizantino costruisce. Qui lo svevo dorme, sotto volte arabe, in una tomba di porfido. Qui Goethe cavalca su un sentiero lungo il mare. Qui Platen esala l’ultimo respiro.
(Hugo von Hofmannsthal)

Ho conosciuto la piena bellezza, lo splendore nobile e pacifico della luce, pura e immensa, a Palermo, a Villa Tasca.
(Anna de Noiailles)

La Sicilia è la più bella di tutte le isole, poiché contribuisce grandemente alla crescita di un impero.
(Diodoro Siculo)

In Sicilia ci sono luoghi che ti rimangono nell’anima, e che non assomigliano a nessun altro posto.
(Monica Bellucci)

Io amo pensare alla Sicilia come un luogo dove puoi trovare qualunque tipo di contraddizioni. Troverai sempre che tutto ha un fondamento. Però certamente il fatto che sia un’isola ha influito moltissimo sulla capacità di ragionare, ma anche, forse, sulla capacità di sragionare, se vogliamo sempre citare Pirandello. Quello che a me sempre ha colpito è che, secondo me, l’isola, l’essere nati in un’isola ha accentuato la vena sognatrice dei siciliani. L’essere costretti ad immaginarsi che cosa ci sia dall’altra parte dell’orizzonte ha accentuato molto questa vena visionaria che mi è molto vicina, in qualche modo.
(Giuseppe Tornatore)

Dopo di ciò, la mia vita e quella di Dionigi si svolgevano più o meno così: io lì a guardar fuori, come un uccello che aspetta solo di spiccare il volo, lui lì a tentarle tutte per tenermi tranquillo, senza però nulla voler restituire delle cose di Dione. Agli occhi di tutta la Sicilia, però, ci professavamo amici.
(Platone)

Comincia a gennaio la primavera siciliana, e via via che le piante fioriscono diventa il giardino di una maga: germoglia la menta sulle rive dei ruscelli, gli alberi morti si inghirlandano di rose canine, persino il brutale cactus mette teneri fiori. Quindi non mi fa paura l’arrivo dell’inverno: quale migliore prospettiva che quella di sedere davanti al fuoco ad aspettare la primavera?
(Truman Capote)

La verde isola Trinacria, dove pasce il gregge del sole.
(Omero)

Capire la Sicilia significa dunque per un siciliano capire sé stesso, assolversi o condannarsi. Ma significa, insieme, definire il dissidio fondamentale che ci travaglia, l’oscillazione fra claustrofobia e claustrofilia, fra odio e amor di clausura, secondo che ci tenti l’espatrio o ci lusinghi l’intimità di una tana, la seduzione di vivere la vita con un vizio solitario. L’insularità, voglio dire, non è una segregazione solo geografica, ma se ne porta dietro altre: della provincia, della famiglia, della stanza, del proprio cuore. Da qui il nostro orgoglio, la diffidenza, il pudore; e il senso di essere diversi.
(Gesualdo Bufalino)

Cosa ti manca della Sicilia?
U scrusciu du mari.
(Andrea Camilleri)

Se vivessi in un posto desolato, triste, senza memoria, questa situazione socio-politica mi consiglierebbe di andare via; ma abito in una terra di luce, di odori, sapori, calore, colori, cultura, arte, fuoco, misteri, intrighi, e sopratutto in una terra che mi coccola, mi ammalia, mi nutre, mia ama: abito in Sicilia!
(Nino Lo Iacono)

L’esempio assoluto del meglio della donna siciliana: riservata, tenace, determinata, convinta delle proprie idee e pronta a battagliare per esse, e nello stesso tempo dolcissima, generosa, comprensiva, sensibilissima.
(Andrea Camilleri)

La mia terra è sui fiumi stretta al mare, non altro luogo ha voce così lenta, dove i miei piedi vagano, tra giunchi pesanti di lumache.
(Salvatore Quasimodo)

Palermo, Museo del Mediterraneo: se volete sapere quel ch’è passato su questi flutti azzurri venite a Palermo. E’ una città deliziosa, una città dolce, una città profumata. Le sue piazze, le sue vie, i suoi giardini, i suoi monumenti sono magnifici. Ecco la Sicilia: capolavoro della natura, centro d’un mondo, terra illustre, si commovente e si nobile nel suo misterioso destino.
(Gabriel Hanotaux)

La Sicilia esiste solo come fenomeno estetico. Solo nel momento felice dell’arte quest’isola è vera.
(Manlio Sgalambro)

Non ho mai rappresentato in negativo la Sicilia. I giornali tedeschi, francesi, inglesi, hanno scritto che Camilleri evita i luoghi comuni, descrive una Sicilia diversa da quella della Piovra, non utilizza vecchi e triti stereotipi. Non capisco perché in Italia vi siano alcuni autorevoli commentatori che scrivono il contrario. Siccome ho rispetto culturale per alcuni di questi opinionisti, li invito a leggere con più attenzione i miei libri.
(Andrea Camilleri)

Il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali.
(Giuseppe Tomasi Di Lampedusa)

Sono una siciliana vera, più araba che italiana, passionale e con il fuoco dentro.
(Eleonora Abbagnato)

In Sicilia le femmine son come ‘a lupara.
(Dal web)

Incredibile è l’Italia: e bisogna andare in Sicilia per constatare quanto è incredibile l’Italia.
(Leonardo Sciascia)

Tante Sicilie, perché? Perché la Sicilia ha avuto la sorte ritrovarsi a far da cerniera nei secoli fra la grande cultura occidentale e le tentazioni del deserto e del sole, tra la ragione e la magia, le temperie del sentimento e le canicole della passione. Soffre, la Sicilia, di un eccesso d’identità, né so se sia un bene o sia un male. Certo per chi ci è nato dura poco l’allegria di sentirsi seduto sull’ombelico del mondo, subentra presto la sofferenza di non sapere districare fra mille curve e intrecci di sangue il filo del proprio destino.
(Gesualdo Bufalino)

In Sicilia, quando facciamo qualcosa o la facciamo in grande o niente. Ecco perché spesso non facciamo niente.
(Pino Caruso)

In quanto alla Sicilia da che mondo è mondo è stata sempre al centro della grande storia. Prima i commerci e le tante dominazioni, oggi l’approdo nelle sue coste di una catena di disperati. I natanti fanno rotta verso Lampedusa perché la Sicilia da sempre è terra di accoglienza. Brava gente con grande senso dell’umanità. Altrove, vedi in Spagna ma anche in Francia per molti versi, non è così. Il flusso purtroppo è destinato a ingrossarsi.
(Tahar Ben Jelloun)

L’influsso spagnolo è l’ultimo; il primo è greco, il secondo e il terzo sono il saraceno e il normanno; il rinascimento qui ha colpito solo di striscio. Mescolate questi vari elementi culturali con un sole abbacinante, una terra africana, una quantità di polvere e una vegetazione meravigliosa, e avrete la Sicilia.
(Karel Čapek)

Di tutte le isole del Mediterraneo la Sicilia è la più grande, la più fertile, la più popolata. Situata alla punta estrema dell’Italia, verso occidente, forma un braccio di mare che si chiama Stretto di Messina, largo, nella parte settentrionale, non più di tre quarti di lega; proprio in questo canale ci sono i famosi promontori di Cariddi e di Scilla: Cariddi vicino al porto di Messina, Scilla sulla penisola. La Sicilia è triangolare; la sua parte più ampia è di circa sessantasei leghe. È divisa in tre «valli», termine che significa «provincia». Queste valli hanno avuto nome dalle città che sono o che sono state loro capoluoghi: il vallo di Mazzara a sud, il vallo di Noto al Oriente e il vallo di Emonè a nord.
(Jean Pierre Louis Laurent Hoüel)

Sai tu isola bella, a le cui rive
manda Jonio i fragranti ultimi baci,
nel cui sereno mar Galatea vive
e su’ monti Aci?
(Giosuè Carducci)

Sarei felice se la Sicilia fosse piena di centrali nucleari. Centrali sicure e controllate, costruite da veri scienziati.
(Antonino Zichichi)

La Sicilia è un dono di Dio, ci sono posti che non ti immagini, alla fine di una strada ti imbatti in un anfiteatro fatto di pietra lavica, e se sali sull’Etna e vedi il mare, beh, allora capisci perché chi conosce la Sicilia ne sia innamorato.
(Carmen Consoli)

Basta un attimo per sentirti avvolta da una sensazione nuova e antica, avvolgente e narcotizzante assieme, quell’attimo in cui poggi il piede su quest’isola, appena scesa da un treno o da un aereo. E subito capisci che questa terra, questo paesaggio, questa luce ti appartengono, fanno parte del tuo dna, delle tue radici, della tua anima, di qualcosa che senti tuo…
(Claudia Cardinale)

Io sono nato in Sicilia e lì l’uomo nasce isola nell’isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall’aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso.
(Luigi Pirandello)

Di Mungibeddu tutti figghi semu | terra di focu, di canti e d’amuri | st’aranci sulu nui li pussidemu | e la Sicilia nostra si fà onuri | E di luntanu venunu li furasteri a massa | dicennu la Sicilia chi ciauru ca fà | L’oduri di la zagara si senti | e riturnau la bedda primavera | rosi sbucciati, lu suli cucenti | Sicilia bedda tu si ‘na ciurera | Chi ciauru, chi ciauru di balucu e di rosi | evviva la Sicilia e l’abitanti sò.
(Sebastiano Grasso e Gaetano Emanuel Calì)

Sicilitudine è una condizione segnata con l’evidenziatore da alcuni particolari. È, come dire, un gusto compiaciuto per l’essere isolati, per il sentirsi diversi. Invece non lo siamo, diversi. Siamo semplicemente separati dalla terra ferma.
(Andrea Camilleri)

Credo che una parte del mio DNA sia composta da molecole di melanzane. Sono troppo siciliana per nutrire dubbi in proposito!
(Paola Maugeri)

Una terra indicibilmente bella.
(Goethe)

Giusto è che questa terra, di tante bellezze superba,
alle genti si additi e molto si ammiri,
opulenta d’invidiati beni
e ricca di nobili spiriti…
(Tito Lucrezio Caro)

In Sicilia, nell’arte del cucinare, l’artista vero è il popolo.
(Pino Caruso)

In Sicilia ci sono le donne che hanno la pelle più bella e più luminosa del mondo. Lei ricorda La terra trema di Luchino Visconti? Quelle donne siciliane vestite di nero, ma un po’ scollate, al punto giusto, luminose e provocanti come non mai. Andate a rivedere quel film e poi ne riparliamo. Comunque in fatto di donne, difficilmente mi sbaglio.
(Giorgio Albertazzi)

La Sicilia è il paese delle arance, del suolo fiorito la cui aria, in primavera, è tutto un profumo… Ma quel che ne fa una terra necessaria a vedersi e unica al mondo, è il fatto che da un’estremità all’altra, essa si può definire uno strano e divino museo di architettura.
(Guy De Maupassant)

La più bella regione d’Italia: un’ orgia inaudita di colori, di profumi, di luci, una grande goduria.
(Sigmund Freud)

La prua della barca taglia in due il mare
ma il mare si riunisce e rimane sempre uguale
e tra un greco, un normanno, un bizantino
io son rimasto comunque siciliano.
(Lucio Dalla)

La più bella città della Sicilia, sede del re, è Palermo.
Essa è il soggiorno principale dei cittadini mussulmani,
che vi tengono delle moschee, dei mercati loro propri e molti sobborghi.
(Ibn Gubayr)

Te prego, o splendida, più bella tra le città dei mortali.
(Pindaro su Agrigento)

Di già la Sicilia sorgeva come una nuvola in fondo all’orizzonte. Poi l’Etna si accese tutt’a un tratto d’oro e di rubini, e la costa bianchiccia si squarciò qua e là in seni e promontori oscuri.
(Giovanni Verga)

Leggere le pagine dei quotidiani siciliani è, purtroppo spesso, assai più appassionante di un romanzo giallo.
(Andrea Camilleri)

Ci vuole più tempo per attraversare la Sicilia sui binari che volare da un’altra parte del mondo.
(Sergio Rizzo)

È la città greca per le sue origini, per la luminosità del suo cielo e per le mètopi del suo museo, di bellezza non inferiore a quelle di Olimpia. È città romana per il ricordo delle sue lotte contro Cartagine e per i mosaici della villa Bonanno. È città araba per le piccole cupole di alcune sue chiese, eredi delle moschee. È città francese per la dinastia degli Altavilla che l’abbellirono. È città tedesca per le tombe degli Hohenstaufen. È città spagnola per Carlo Quinto, inglese per Nelson e Lady Hamilton.
(Roger Peyrefitte su Palermo)

Questa terra è bella anche per le sue contraddizioni oltre che per la sua umanità.
(Ennio Morricone)

La famiglia è lo Stato del siciliano.
(Leonardo Sciascia)

A me dà fastidio chi parla male della Sicilia, ma ne parla male perché il giudizio non è tale, è mal motivato, è piuttosto un qualcosa di non corrisposto, un risentimento.
(Manlio Sgalambro)

Prendete un problema di qualunque natura (politico, sociale, culturale, tecnico o altro) e datelo da risolvere a due italiani: uno milanese e l’altro siciliano. Dopo un giorno, il siciliano avrà dieci idee per risolvere questo problema, il milanese nemmeno una. Dopo due giorni, il siciliano avrà cento idee per risolvere questo problema, il milanese nessuna. Dopo tre giorni, il siciliano avrà mille idee per risolvere questo problema, e il milanese lo avrà già risolto.
(Giuseppe Tomasi Di Lampedusa)

Il dialetto siciliano era già sopra agli altri, come confessa Dante.
(Francesco De Sanctis)

Nel bene e nel male, la Sicilia è l’Italia al superlativo.
(Edmonde Charles Roux)

Il popolo siciliano è un popolo forte, generoso, intelligente. Il popolo siciliano è il figlio di almeno tre civiltà: la civiltà greca, la civiltà araba e la civiltà spagnola. E’ ricco di intelligenza questo popolo. Quindi non deve essere confuso con questa minoranza che è la mafia. E’ un bubbone che si è creato su un corpo sano.
(Sandro Pertini)

Poiché abbiamo intitolato questo libro Le isole, in conformità con questa intestazione, la prima isola di cui parleremo sarà la Sicilia, perché è la più ricca delle isole ed è al primo posto per l’antichità dei miti che si raccontano a suo riguardo. L’isola, in antico chiamata Trinacria per la sua forma, poi denominata Sicania dai Sicani che vi si stabilirono, alla fine ha avuto nome Sicilia dai Siculi, che vi passarono in massa dall’Italia.
(Diodoro Siculo)

Scrittori e artisti, poeti e pittori, attraverso la particolarità e le particolarità della Sicilia, hanno raggiunto l’universalità.
(Leonardo Sciascia)

Il sesto giorno Dio compì la sua opera
lieto di averla creata tanto bella prese la terra tra le mani e la baciò…
là dove pose le sue labbra è la Sicilia.
(Renzo Barbera)

Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.
(Giovanni Falcone)

All’inizio della mia carriera l’essere siciliana e il forte accento del dialetto, mi rendeva molto insicura; pensavo che al di là dello Stretto di Messina tutto fosse più interessante e coinvolgente. Crescendo e acquisendo più fiducia in me stessa e nella mia sicilianità, invece, mi sono resa conto che non solo non abbiamo nulla in meno, ma che bisogna con ogni strumento difendere il nome della Sicilia.
(Maria Grazia Cucinotta)

In Sicilia abbiamo tutto. Ci manca il resto.
(Pino Caruso)

Siamo abituati a pensare al mare d’estate ma la stagione più bella per venire in Sicilia è proprio questa, la primavera, oppure l’autunno, che per me, individuo malinconico, è una stagione di grande fascino. La Sicilia è la culla della nostra cultura, qui viene conservato come in un laboratorio il dna del nostro essere un popolo mediterraneo. Una grande terra che racchiude però tantissime anime: non riesco a immaginare niente di più diverso tra loro fra Palermo, Ragusa, Catania, Taormina, Trapani….
(Luca Zingaretti)

Di te amore m’attrista
mia terra, se oscuri profumi
perde la sera d’aranci
o d’oleandri, sereno
cammina con rose il torrente
che quasi ne tocca la foce.
(Salvatore Quasimodo)

Nessuna isola erge sull’orizzonte della nostra civiltà una fronte più radiosa della Sicilia. Essa punta verso tre continenti e ne sintetizza le caratteristiche. Tre volte, nel corso dei secoli, fu il più fulgido centro del mondo mediterraneo.
(Roger Peyrefitte)

È impossibile pensare ai siciliani senza vedere per riflesso l’aria mediterranea che li avvolge, la sagoma dei fichi d’India e delle piante tropicali, senza sentire quasi il profumo della zagare, che d’estate addormentano i sensi in un nirvana senza risvegli.
(Sebastiano Aglianò)

Questa terra, questa sconfinata solitudine schiacciata dal sole è la Sicilia. Che non è soltanto il ridente giardino di aranci, ulivi e fiori che voi conoscete o credete di conoscere. Ma è anche terra nuda e bruciata. Muri calcinati di un biancore accecante, uomini ermetici dagli antichi costumi che il forestiero non comprende. Un mondo misterioso e splendido di una tragica ed aspra bellezza.
(Pietro Germi)

La nostra terra ha subito tante devastazioni morali e materiali. Anche la natura qualche volta si è accanita contro la nostra terra attraverso i terremoti. Eppure, che cosa è rimasto intatto? È rimasta una bellezza infinita, unica al mondo. Basta girare la nostra Sicilia, le coste, l’interno della Sicilia, per scoprire una bellezza che i nostri avi, i nostri progenitori, ci hanno lasciato in eredità, sicuri forse, loro, che noi l’avremmo rispettata questa natura, l’avremmo esaltata…cosa che non abbiamo fatto. Questa terra, senza futuro, è morta, è finita, è scomparsa, e i giovani non troveranno niente, nient’altro che macerie e devastazioni. Amara terra mia, amara…e bella. Il Bello vincerà, sono sicuro. Il Bello trionferà.
(Pippo Baudo)

Rispetto alla natura, la gente è ancor più complessa e variegata. Il bello della Sicilia è la scoperta quotidiana di siciliani sempre diversi. Chiudere il siciliano in un ruolo di tanghero scostante è un errore grosso. Certo che esiste un siciliano di questo tipo ma c’è anche il sangue di tredici dominazioni. Credo che oggi, noi siciliani, abbiamo l’intelligenza e la ricchezza dei bastardi, la loro vivacità e arguzia.
(Andrea Camilleri)

Noi siciliani abbiamo pensato per troppo tempo alla Sicilia solo come a un punto di partenza. E invece dobbiamo riappropriarci della nostra terra. Come dice Sgalambro alla fine del film di Battiato, la Sicilia reca in sé una magia particolare difficile da esprimere. Bisogna viverci per capire: l’odore di mandorle amare che evoca la Macondo di Garcia Marquez, l’Etna, l’acqua del mare, l’odore di arance.
(Carmen Consoli)

In nessun luogo quanto in Sicilia la verità ha vita breve: il fatto è avvenuto da cinque minuti e di già il suo nocciolo genuino è scomparso, camuffato, abbellito, sfigurato, oppresso, annientato dalla fantasia e dagli interessi; il pudore, la paura, la generosità, il malanimo, l’opportunismo, la carità, tutte le passioni buone, quanto le cattive si precipitano sul fatto e lo fanno a brani; in breve è scomparso.
(Giuseppe Tomasi di Lampedusa)

L’intera Sicilia è una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza immaginazione?
(Leonardo Sciascia)

Il cinema si interessa della Sicilia perché la Sicilia è cinema.
(Leonardo Sciascia)

Anche se dipingo una mela, c’è la Sicilia.
(Renato Guttuso)

Non sono un naturalista, e conosco mediocremente il greco; il mio principale fine, venendo in Sicilia, non è stato dunque di osservare i fenomeni dell’Etna o chiarire in qualche modo a me stesso e agli altri quanto gli antichi scrittori greci hanno detto sulla Sicilia. Ho cercato innanzi tutto il piacere degli occhi che in questo singolare paese è assai vivo. Dicono che la Sicilia somigli all’Africa; certo, somiglia all’Italia solo per l’intensità delle sue passioni.
(Stendhal)

Io non so che voglia sia questa, ogni volta che torno in Sicilia, di volerla girare e girare, di percorrere ogni lato, ogni capo della costa, inoltrarmi all’interno, sostare in città e paesi, in villaggi e luoghi sperduti, rivedere vecchie persone, conoscerne nuove. Una voglia, una smania che non mi lascia star fermo in un posto. Non so. Ma sospetto sia questo una sorta d’addio, un volerla vedere e toccare prima che uno dei due sparisca.
(Vincenzo Consolo)

La Sicilia contiene le memorie dei romani, dei musulmani, dei cristiani e degli ebrei. La Sicilia è vicina anche geograficamente al nord Africa. La Sicilia può essere la Bruxelles del Mediterraneo.
(Abraham Yehoshua)

Arrivi qui e ti accorgi che quella città in cui vivi, cioè Parigi, sembra un posto qualunque, anonimo, che subito rifiuti di considerarlo quella capitale del mondo che tutti credono, e nemmeno il centro dell’Europa, perché non ha i colori della Sicilia, né i suoi profumi né i sapori che tingono e incensano l’anima della mia infanzia.
(Claudia Cardinale)

C’è nei canti del popolo siciliano una particolare nota, che li farebbe distinguere fra quelli di mille altri popoli, ed è una nota di signorilità: quasi una sprezzatura per tutto ciò che è volgare e scurrile.
(Gesualdo Manzella Frontini)